Occhi secchi in gravidanza - cosa fare?

14 giugno 2026

Donna incinta con occhiali indica sorpresa, forse per la secchezza in gravidanza.

Indice

Bruciore, sensazione di sabbia negli occhi e vista che si appanna a tratti possono comparire anche durante la gestazione. La secchezza in gravidanza dipende spesso da cambiamenti ormonali che alterano il film lacrimale, ma anche da schermi, aria secca e lenti a contatto. In questo articolo chiarisco perché succede, come proteggere la superficie oculare e quali colliri o segnali richiedono il parere di un professionista.

Le indicazioni più utili per alleviare gli occhi secchi

  • Ormoni e film lacrimale possono ridurre la stabilità delle lacrime e aumentare l’evaporazione.
  • Per l’uso frequente sono in genere preferibili lacrime artificiali senza conservanti.
  • Schermi, ventilatori, aria condizionata e fumo possono peggiorare rapidamente il fastidio.
  • Le lenti a contatto possono diventare meno tollerabili, soprattutto nel terzo trimestre.
  • Dolore intenso, fotofobia o calo persistente della vista richiedono una valutazione oculistica.

Perché gli occhi possono diventare più secchi durante la gravidanza

Durante la gravidanza il corpo modifica il proprio equilibrio ormonale, immunitario e circolatorio. Questi cambiamenti possono influenzare anche la superficie dell’occhio, cioè cornea, congiuntiva, palpebre e film lacrimale. Io considero quest’ultimo una pellicola protettiva molto delicata: quando diventa instabile, l’occhio può bruciare anche se produce ancora lacrime.

Estrogeni e progesterone possono alterare la composizione delle lacrime e il funzionamento delle ghiandole che contribuiscono alla loro produzione. In alcune persone prevale una minore componente acquosa, in altre le lacrime evaporano troppo in fretta. Il risultato è simile, con bruciore, irritazione, sensazione di corpo estraneo e vista fluttuante.

Può cambiare anche la sensibilità corneale. Questo aspetto è meno evidente, ma importante perché la cornea partecipa al riflesso dell’ammiccamento e alla secrezione lacrimale. Se si sbatte meno spesso le palpebre o se il film lacrimale si rompe rapidamente, lo schermo del computer, il telefono e l’aria condizionata diventano fattori aggravanti molto concreti.

Non attribuirei però ogni disturbo esclusivamente agli ormoni. Fumo, vento, riscaldamento, ambienti poco umidi, trucco non rimosso bene e alcuni farmaci possono contribuire. Anche una precedente predisposizione all’occhio secco, alla blefarite o alla disfunzione delle ghiandole di Meibomio può rendere i sintomi più intensi.

Come riconoscere un problema della superficie oculare

Il sintomo più comune è la sensazione di sabbia negli occhi, spesso accompagnata da bruciore o bisogno di strofinarsi. Possono comparire arrossamento, lacrimazione riflessa, fastidio alla luce e una visione che migliora dopo aver sbattuto le palpebre.

La lacrimazione, da sola, non esclude la secchezza. Quando la superficie oculare si irrita, l’occhio può reagire producendo molte lacrime acquose, che però non restano abbastanza a lungo per lubrificare la cornea. È una situazione che confonde molte persone: l’occhio “lacrima”, ma continua a essere secco.

Io distinguerei almeno due meccanismi pratici.

Tipo di disturbo Cosa succede Indizi frequenti
Deficit della componente acquosa La quantità di lacrime non basta a mantenere umida la superficie Secchezza costante, bruciore, bisogno frequente di collirio
Secchezza evaporativa Le lacrime evaporano troppo velocemente o hanno una composizione poco stabile Fastidio con vento, schermi, aria condizionata e uso prolungato delle lenti

Questa distinzione non serve per fare una diagnosi a casa, ma aiuta a capire perché lo stesso collirio può funzionare bene per una persona e poco per un’altra. Se l’arrossamento è associato a secrezione densa, gonfiore marcato o dolore, non lo considererei un semplice fastidio da secchezza.

Le abitudini quotidiane che proteggono davvero gli occhi

Nei disturbi lievi partirei da una routine semplice, mantenuta per alcuni giorni con regolarità. Non serve cambiare tutto insieme: spesso la differenza maggiore arriva dalla riduzione dell’evaporazione e da un ammiccamento più frequente.

  • Durante il lavoro al computer, fai pause brevi e regolari e ricordati di sbattere completamente le palpebre. Guardare lontano per qualche momento aiuta a interrompere la fissazione sullo schermo.
  • Posiziona il monitor leggermente più in basso rispetto agli occhi, così la rima palpebrale resta meno aperta e la superficie esposta all’aria diminuisce.
  • Evita che ventilatore, climatizzatore o bocchette dell’auto soffino direttamente sul viso.
  • Applica impacchi tiepidi sulle palpebre per 5-10 minuti, senza usare acqua troppo calda. Possono essere utili quando il bordo palpebrale è irritato o le secrezioni sono più dense.
  • Rimuovi il trucco ogni sera e non strofinare gli occhi, anche quando prudono.
  • Bevi secondo le indicazioni del ginecologo. Una buona idratazione sostiene l’equilibrio generale, ma non esiste una quantità d’acqua capace da sola di risolvere l’occhio secco.

Un errore comune è aumentare continuamente le gocce senza correggere l’ambiente. Se passi otto ore davanti a uno schermo con l’aria condizionata sul viso, il collirio può dare sollievo per poco tempo, ma il fattore irritante continua ad agire.

Per lo stesso motivo, gli integratori a base di omega-3 non vanno considerati una soluzione automatica. La loro utilità dipende dalla situazione personale, dalla dieta e dalla formulazione; in gravidanza è prudente parlarne prima con il ginecologo, soprattutto se si assumono già integratori prenatali.

Quali colliri scegliere e quali evitare senza parere medico

Le lacrime artificiali servono a lubrificare la superficie oculare e a ridurre l’attrito tra palpebra e cornea. Possono contenere, per esempio, acido ialuronico, carbossimetilcellulosa o altri polimeri umettanti. Non esiste però un ingrediente migliore per tutte: la scelta dipende dalla frequenza dei sintomi, dalla viscosità desiderata e dal tipo di secchezza.

In gravidanza preferirei chiedere consiglio al farmacista, al ginecologo o all’oculista prima di iniziare un prodotto, anche se acquistabile senza ricetta. Le formulazioni lubrificanti sono spesso il primo approccio, ma senza conservanti sono generalmente più adatte quando servono molte applicazioni.

Formulazione Quando può essere utile Limite da considerare
Collirio liquido Fastidio lieve o uso durante il giorno Può durare poco se l’evaporazione è elevata
Collirio senza conservanti Uso ripetuto, occhi sensibili o secchezza moderata Le confezioni monodose richiedono attenzione e corretta conservazione
Gel oftalmico Sintomi più intensi o applicazione serale Può causare vista appannata per alcuni minuti
Unguento oftalmico Secchezza notturna importante, su indicazione specialistica È più grasso e può offuscare la vista

Se il prodotto viene utilizzato più di 4-6 volte al giorno, le indicazioni sulla gestione dell’occhio secco tendono a privilegiare le versioni prive di conservanti. Alcuni conservanti, come il benzalconio cloruro, possono irritare una superficie oculare già compromessa. ISSalute segnala inoltre che l’uso prolungato di conservanti può favorire irritazione e ipersensibilità.

Eviterei invece colliri “sbiancanti” contro il semplice arrossamento, antibiotici, cortisonici e farmaci antinfiammatori senza una prescrizione precisa. Il fatto che una goccia sia applicata nell’occhio non significa che sia automaticamente adatta alla gravidanza. La stessa prudenza vale per i prodotti cosmetici destinati alla zona perioculare.

Lenti a contatto e gravidanza non sempre vanno d’accordo

Le modifiche del film lacrimale e della cornea possono rendere le lenti a contatto meno confortevoli. Alcune persone avvertono secchezza dopo poche ore, altre notano soprattutto vista variabile, bruciore o la necessità di rimuoverle prima del solito.

In presenza di sintomi, io passerei temporaneamente agli occhiali, almeno nelle giornate più difficili. Insistere con le lenti per rispettare il normale tempo di utilizzo può aumentare l’irritazione e ridurre l’ossigenazione della cornea, soprattutto quando la superficie è già instabile.

  • Non dormire con le lenti, salvo indicazioni specifiche del proprio specialista.
  • Non usarle in presenza di dolore, secrezione o arrossamento importante.
  • Non risciacquarle con acqua del rubinetto e non prolungare i tempi di sostituzione.
  • Chiedi un controllo se la tolleranza peggiora, in particolare nel terzo trimestre.

Il ritorno alle lenti dopo il parto non dovrebbe essere automatico il giorno successivo. Se persistono secchezza o variazioni della vista, è meglio verificare prima la situazione della superficie oculare e l’eventuale necessità di cambiare tipo di lente o soluzione di manutenzione.

Quando è meglio farsi visitare rapidamente

Un disturbo lieve e simmetrico, che migliora con il riposo e le lacrime artificiali, è spesso gestibile con misure conservative. Se però il fastidio dura diversi giorni, peggiora o richiede applicazioni sempre più frequenti, una visita oculistica può chiarire se ci sono blefarite, disfunzione delle ghiandole di Meibomio, abrasioni corneali o un’altra causa.

Contatta rapidamente un medico in caso di dolore intenso, forte sensibilità alla luce, calo persistente della vista, trauma, arrossamento marcato in un solo occhio o secrezione purulenta. Questi segnali non vanno attribuiti automaticamente alla gravidanza o alla semplice secchezza.

Durante la gestazione bisogna prestare attenzione anche a disturbi visivi improvvisi come lampi, macchie numerose, visione doppia o perdita di parte del campo visivo, soprattutto se associati a mal di testa importante, gonfiore improvviso o pressione alta. In quel caso occorre contattare subito il ginecologo o il servizio di emergenza indicato dal proprio percorso nascita.

La visita può includere l’osservazione della cornea e delle palpebre, la valutazione del tempo di rottura del film lacrimale e, se necessario, test per la quantità di lacrime o la colorazione della superficie oculare. Sono controlli rapidi, ma aiutano a scegliere un trattamento mirato invece di provare colliri a caso.

Una routine semplice per arrivare a sera con meno fastidio

Per una secchezza lieve, inizierei proteggendo gli occhi dagli spifferi, riducendo le ore consecutive davanti allo schermo, curando l’igiene palpebrale e scegliendo un lubrificante senza conservanti dopo aver verificato che sia adatto alla propria situazione. Se usi le lenti a contatto, sospenderle per qualche giorno può essere più utile che aumentare continuamente le gocce.

La gravidanza può favorire un disturbo temporaneo della superficie oculare, ma non obbliga a sopportarlo in silenzio. La combinazione tra abitudini corrette, prodotto appropriato e controllo medico quando serve permette nella maggior parte dei casi di proteggere il comfort visivo senza improvvisare terapie.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

I cambiamenti di estrogeni e progesterone possono alterare la composizione e la stabilità del film lacrimale, favorendo evaporazione e irritazione. Schermi, aria condizionata, vento, fumo e ammiccamento ridotto possono peggiorare bruciore, arrossamento e vista fluttuante.

Le lacrime artificiali lubrificanti, per esempio a base di acido ialuronico o carbossimetilcellulosa, sono spesso il primo approccio, ma vanno scelte con il parere di farmacista, ginecologo o oculista. Se servono più di 4-6 applicazioni al giorno, sono generalmente preferibili formulazioni senza conservanti; gel e unguenti possono essere utili la sera, ma possono appannare temporaneamente la vista.

In presenza di secchezza o bruciore può essere utile passare temporaneamente agli occhiali. Le lenti non vanno usate con dolore, secrezione o arrossamento importante, né risciacquate con acqua del rubinetto; la tolleranza può peggiorare soprattutto nel terzo trimestre.

Dolore intenso, forte sensibilità alla luce, calo persistente della vista, trauma, arrossamento marcato in un solo occhio o secrezione purulenta richiedono un contatto rapido con un medico. Anche lampi, molte macchie improvvise, visione doppia o perdita di parte del campo visivo, soprattutto con mal di testa importante, gonfiore improvviso o pressione alta, richiedono di contattare subito il ginecologo o il servizio di emergenza.

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Stella Rizzi

Stella Rizzi

Mi chiamo Stella Rizzi e dedico la mia attività a esplorare e comunicare il mondo della salute oculare e del benessere sensoriale integrato. Con sette anni di esperienza in questo campo, ho sviluppato un profondo interesse nel rendere accessibili concetti complessi, aiutando le persone a comprendere meglio come i nostri sensi, in particolare la vista, influenzino la nostra vita quotidiana. Il mio approccio si basa sulla ricerca accurata e sul confronto di informazioni per offrire contenuti chiari, utili e sempre aggiornati, con l'obiettivo di fornire una prospettiva concreta su come prendersi cura del proprio benessere visivo e sensoriale.

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